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Mare fuori

Mare fuori

Oggi meglio se rimane alle porte.

Ci sono delle giornate in qui vorrei avere il Mare fuori. 

Tracciare un confine tra l’interno e l’esterno, tra il reale e il fittizio, tra il piacevole e lo sgradevole, fra il profondo e il futile. Ci sono giornate in qui vorrei guadagnare l’autonomia nel agire e nel essere senza contaminazioni di nessun tipo

Se il confronto è fondamentale per crescere, è ugualmente importante la ricerca interna, la meditazione e le riflessioni libere di rumori assordanti e stonati provenienti da chi sa che fonti.

Con il tempo ho imparato ad eseguire un automatismo che mi è stato molto utile e che penso di aver sviluppato inconsapevolmente come una sorta di protezione . Non l’ho imparato a scuola e neppure nei vari percorsi di crescita.

E’ molto semplice. Il mio ricevitore (senso dell’udito e ascolto) è diventato neutrale alle gerarchie, non ha aspettative, è immune ai pregiudizi è paritario e non sa leggere i curriculum. Possiede pero un radar ultrasensibile che rileva, i bluff e azzera tutto ciò che non ha fondamento. 

 

Come si fa ad uscire dal proprio Mare e ad isolarsi dall’emotività dall’empatia e tante volte dagli idioti?

Il mio modo è entrare in acqua e focalizzarmi sull’allenamento lasciando indietro il mondo. 60 min di disintossicazione e di silenzio rigenerante. 

Detto cosi sembra molto romantico. A dire la verità, non sempre si riesce ad staccarsi dei pensieri e degli impegni e tante volte si sommano alla fatica dell’allenamento. 

Percezione

Oggi i pensieri, la fretta e qualche preoccupazione hanno prevalso nella seconda parte dell’allenamento che sommati allo sforzo si sono fatti sentire nelle spalle e nelle gambe. Come? in forma di crampi. Quei odiosi crampi che ti sussurrano … per oggi basta!

Oggi il mio preferito – Via Con Me, Paolo Conte: https://www.youtube.com/watch?v=F8dXKDhYbIM

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